La politica in prima serata, ovvero, cosa direbbe Nonno Libero?

Zulu    Italian actor Elio Germano poses 21 May

Immaginate per un attimo di sostenere una causa.

Non sto parlando dell’indipendenza dei figli della Serenissima o della verità sulle scie chimiche, Grandi Questioni che definiscono la visione del mondo di ognuno di noi.

Penso invece a quelle battaglie civili che interessano piccole associazioni, gruppi, per definizione minoritari nel dibattito nazionale. Non è che la politica si esaurisca per forza nel draftare riforme costituzionali chez Licio all’apero del mercoledì. Anche partecipare alla manifestazione dell’associazione “Vittorio, meno…” – per trovare qualcuno, qualcuno che gli vuole bene, che dia una mano a Sgarbi – può essere considerato un sano momento di partecipazione politica…

Ora, diciamo che la vostra associazione abbia una possibilità di farsi conoscere al Grande Pubblico (un’ospitata da Vespa, cinque minuti di piacevolezze con Fazio, un’urlata paonazza da Paragone): chi mandereste a perorare le vostre ragioni?

Immagino qualcuno che possa portare del consenso alla vostra causa, che possa convincere un pubblico, indifferente, se non apertamente ostile, della bontà delle vostre istanze.

Qualcuno che passi il Test di Nonno Libero.

Si tratta di un esperimento mentale volto ad accertare la possibilità di introdurre un punto di vista divergente nel ventre molle della società italiana, quel blocco sociale che ha permesso la produzione di nove stagioni del “Medico in famiglia”. Sì, nove.

In pratica dovete immaginare il vostro potenziale portavoce come guest star di una puntata incentrata sul tema che vi sta a cuore (l’ecologia o i diritti dei migranti ecc.)

Pare complicato, ma un esempio pratico servirà a chiarirlo.

Diciamo che la varie sigle della galassia antiproibizionista debbano scegliere qualcuno che illustri il fallimento delle politiche repressive e la necessità di abolire una legge, la Fini-Giovannardi, che ha provocato grandi sofferenze e alzato il prezzo del fumo a livelli insostenibili.

Diciamo che scelgano Zulu dei 99 Posse.

Riassunto della puntata:Carmine, il nuovo fidanzato di Maria, si trasferisce a vivere dai Martini, perché privo di fissa dimora e dedito all’accattonaggio. Nonno Libero sentenzia: “ i Martini non hanno mai abbandonato uno in difficoltà”. La situazione si fa rapidamente tesa: il nuovo ospite passa le giornate seduto sul divano a trangugiare Vodka di terza scelta e ad antagonizzare il simpatico pensionato, accusandolo di essere, dietro al suo catto comunismo di facciata, il più bieco dei reazionari. Al consueto aneddoto sulla famiglia di ebrei salvati dal Nonno durante la guerra, Carmine è uso rispondere con uno sprezzante “Dove eri, sporco sionista, quando i fasci c’hanno fatto l’agguato di fronte al Branca?”. Nel frattempo Maria, irretita da infide sonorità Dancehall, conosce un momento di turbamento e si abbandona a una spirale fatta di droga e rumorosi amplessi che strappano più di un “una parola e troppo e due sono poche” al patriarca. La misura è colma quando quella scavezzacollo della piccola Annuccia, certamente ispirata dal cattivo esempio in casa, mette su un piccolo commercio di moffo che rischia di trascinarla in guai seri. Fortunatamente il Nonno ha un’idea: con l’aiuto dei piccoli di casa nasconde  dell’hashish nello zaino di un ignaro Carmine, assieme a una serie di manifesti di chiara ispirazione brigatista. L’odioso partenopeo viene quindi arrestato dal Brigadiere Tonio, interpretato, come al solito, da uno strepitoso Flavio Insinna. La puntata si chiude su una nota cupa “vecchio de Mmerda m’hai m’annato bevuto” fa un Carmine all’improvviso, e inspiegabilmente romano, “ma io tornerò”.     

Non bene.

Diciamo che potrebbe tirare la volata all’approvazione della Giovannardi­ –bis che prevede un’ingegnosa soluzione per liberare le carceri dai piccoli spacciatori, senza liberare i piccoli spacciatori stessi (il cosiddetto progetto “Hunger Games”).

Ma Elio Germano invece?

Riassunto della puntata: Giulio, il nuovo fidanzato di Maria,  notaio idealista che ha dedicato la vita alla lotta contro la speculazione edilizia, è spinto dall’emergenza casa a trasferirsi dai Martini. Nonno Libero sentenzia: “i Martini non hanno mai abbandonato uno in difficoltà”. D’altro canto con il Vecchio l’intesa è totale: al consueto aneddoto sulla famiglia di ebrei, Giulio risponde con il racconto di quella volta in cui ha portato la pizza alla zingarella “che coi soldi poi ci si compra la droga”. Si azzardano parallelismi.La calma familiare è tuttavia turbata dall’avvento di quello scavezzacollo di Davide, caduto in una spirale di droga e furioso autoerotismo (per il cui commento una parola è troppa e due sono poche) dopo la morte del padre, venuto a mancare nel corso di una sfacciata speculazione edilizia. Giulio sta cercando di convincere Davide a smetterla con “questa cosa degli spinelli”, ma viene interrotto dall’arrivo delle guardie. Nel tentativo di salvare l’amico (“Zi, m’hanno già fatto er foglio”) il Nostro finisce per accollarsi l’accusa di spaccio e viene arrestato dal Brigadiere Tonio, interpretato, come al solito, da un favoloso Flavio Insinna. Ma per fortuna ci pensa il  Nonno che, avvertito dai piccoli di casa, si precipita in questura. Il suo lunghissimo e sconnesso monologo sul “‘so ragazzi, la Puglia e comunque la Famiglia”, colpisce il pizzardone, che commosso procede a una irrituale scarcerazione. La puntata si chiude con Giulio accolto da due ali di folla festante fuori dal commissariato.. Le sue ultime parole però sono per il Nonno “Essere perbene è un po’ la nuova Resistenza”.

Meglio, no?

Certo la soluzione uruguyana resta lontana.

Almeno nella vita reale però, magari in politica è diverso, è più facile ottenere del consenso immedesimandosi nella prospettiva altrui, piuttosto che non presentandosi come la summa di tutto ciò che il proprio interlocutore disprezza…..

Non mi sembra ci voglia Karl Rowe per capirlo.

Di qui la mia perplessità cari amici dell’associazione “A Sud”.

Per andare dalla Gruber  a parlare rischi ambientali legati allo sfruttamento di un giacimento sottomarino sito a pochi chilometri da Ortona (Abruzzo), proprio Lei  dovevate scegliere?

Lei che, naturalmente, ha un casco di rasta che al confronto Peter Tosh è Zingaretti

Lei che, ovviamente ,ha deciso di tenerli fermi con una pashmina in canapa arancione. Così, per massimizzare l’effetto telespalla Bob..

Lei che, come ti sbagli, porta occhiali quadrati con una montatura che sarebbe troppo hipster in un’ hamburgheria vegana di Pankow.

Non per altro eh, solo che l’argomento più utilizzato dai vari Mister Burns di questo paese è sempre stato “carine le ragioni dell’ambiente/del paesaggio/del territorio, ma questa centrale a carbone/discarica interrata/laboratorio per la tortura dei panda porterà lavoro, sviluppo, Sky go in ogni casa…. Fate il piacere anime belle, pigliatevi i giocarelli vostri che gli adulti c’hanno da fare”.

Magari -ma non saprei, è solo un suggerimento – farsi rappresentare da una che non dia l’impressione di essersi mantenuta agli studi vendendo acchiappasogni artigianali ai concerti dei Sud Sound System?

“Sì, ma l’abito non fa il monaco, l’importante sono i contenuti.”

No, se i contenuti sono quelli di cui al min. 4.15.

Io non sono lucano, non vengo dalla Val d’Agri e quindi non so, precisamente, quanto possano inquinare le attività estrattive. Immagino che anche nel migliore degli scenari qualche fuoriuscita in mare ci possa essere. Così a spanne direi che difficilmente il pescato di Ortona possa aspirare in futuro a diventare presidio slow food (“Signò, le vuole le cozze? So bbone le abbiamo pescate proprio sotto la piattaforma?”) e che pochi cerchino appartamenti al mare “vista raffineria”.

Però ogni tanto un giornale lo leggo. E tanto basta per rispondere alla domanda “quali sono gli impatti ambientali delle pratiche estrattive?” con qualcosa di meglio, di maggiore impatto di “beh, rischi importanti”.

Qualcosa tipo “Se tutto va bene hai distrutto l’economia locale ed avvelenato i cittadini per consentire ad un conglomerato staunitense di distribuire uno zerovirgola in più. In pratica stai pagando il fisting delle cinque a un gestore Blackrock (Daisy è la migliore, ma viene cara).

Se va male, Deepwater, Golfo del Messico dice niente? O più banalmente, mai visto un episodio dei Simpson?  Ah, e l’ultima volta che avevo controllato l’Abruzzo era una zona sismica,,, ”

Lei no.

Lei preferisce parlare delle nuove frontiere dell’ambientalismo (la “giustizia ambientale”  e deliziarci con i particolari della Strategia Energetica Nazionale. Perché ovviamente se parli a una vasta platea di potenziali elettori, che di una data questione hanno verosimilmente solo idee preconcette, la cosa che vuoi fare é introdurre nebulosi concetti sociopolitici e citare oscuri documenti ministeriali. Cercare di spiegare l’impatto che le questioni di cui si discute hanno sulla vita dei cittadini e delle comunita locali? Roba da grillini….

La vera epifania però io l’ho avuta al minuto 22. Illy, quello del caffè, ha appena finito di presentare alcuni progetti che la sua azienda sta portando avanti per ridurre il proprio impatto ambientale. Niente di trascendentale, ovviamente c’è una componente di marketing, ma è un qualcosa di perlomeno encomiabile, o no?

Il Gruberone nazionale passa la parola a Lei  ed è un limpidissimo assist: forse esiste una maniera per coniugare le ragioni dell’industria con quelle dell’ambiente. Cioè, non é vivere nei boschi mangiando bacche e muschio o sodomizzare la fata del bosco davanti alla foresta in fiamme. Deve guardare la troia. .

Magari una terza via.

“Le ragioni del profitto possono, come nel caso del dottor Illy coniugarsi con quelle dell’ambiente, ma è cosa risaputa che normalmente il profitto viene a scapito delle ragioni dell’ambiente e dei lavoratori”.

Grazie Marica, per avere, una volta di più, convinto il ragionier Filini che questo è davvero il migliore dei mondi possibili.

Il Worm

 

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