In bikini contro l’austerity

Ieri sera Fulvio Abate ha consegnato a Paola Bacchiddu il prestigioso premio Durruti [1].

Di lei avete probabilmente già sentito parlare: è la portavoce di Tsipras, rea di avere pubblicato sul proprio profilo facebook, un immagine che la ritrae di schiena, in costume da bagno, con lo slogan “è iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo. Votate l’altra Europa. Votate Tsipras”.

Ovviamente è scoppiata il caso. Sort of. Dal momento che la popolazione adulta di questo paese ha una soglia di attenzione che non supera i tre minuti (poi scatta la zona Memento) anche la polemica si è mantenuta entro i 140 caratteri.

Ora, sull’opportunità della cosa si potrebbe anche discutere. Con la solita intelligenza se ne è parlato, ad esempio, qui.

Altri, tipo il Trippone, già Candidato Blogger alle primarie PD di qualche segretario fa, hanno colto l’occasione per sfogare la propria, nel suo caso comprensibile, frustrazione sessuale via Twitter [2].

Più o meno condivisibile, ma comunque lecito.

Le 50 sfumature di “sti comunisti, facevano tanto i moralisti con Berlusconi, poi tutti a difendere sta zoccola perché sta dalla loro parte”, visto in giro in varie forme, però anche no.

Proviamo a costruire una coscienza storica condivisa, come dopo l’apartheid o nel post Luis Enrique (anche se qualcuno a Roma, a dir la verità, ner Progetto ancora ci crede): il problema non è mai stato l’incredibile giro di mignotte del Presidente[3].

Far eleggere la tenutaria in consiglio regionale però forse sì.

E questo non perché la ragazza non abbia delle doti, ma, brutalmente, perché, si parva licet, il suo stipendio da consigliera regionale è stato pagato anche dalla mia addizionale IRPEF.

E io non ricordo di essere stato invitato al più grande threesome di tutti i tempi.

Non trovo sorprendente (ne scandaloso) che un vecchio miliardario usi le proprie fortune per divertimenti più o meno borderline[4]. Fondamentalmente fatti suoi. Ma l’idea di scaricare sulla collettività il costo dei propri pompini, soprattutto quando proviene da uno dei dieci uomini più ricchi d’Italia, beh questo dice molto sul senso dello stato di un uomo politico.

Lo stesso dicasi per le note vicende relative alla Nipote di Mubarack.

Buddy, senza ironia, io sono con te quando dici che non sapevi fosse minorenne. Anche sta storia che la nipote di un capo di stato faccia ciucci in Buenos Aires per un cinquanta, boh, io la trovo credibile. Tutte così ‘ste figlie di papa, matte come un cavallo. Però l’hai mai sentita la storiella del “da grandi poteri nascono grandi responsabilità ?”. Dai è Spiderman. Se cominci a fare telefonate in giro, garantendo per ogni povera ragazza in crisi che incontri, cosa fai se uno dei tuoi amichetti incontra qualche difficoltà a ottenere quell’appalto di cui ha tanto, tanto bisogno?

La tesi per cui, all’improvviso, i comunisti senza dio di questo paese (drogati e nemici della famiglia fino a ieri l’altro) si siano scoperti bacchettoni si deve a quel genio travestito da cretino del Giulianone[5]. Di fronte all’indifendibilità delle condotte sopraesposte[6], il Nostro ha un intuizione prodigiosa: buttiamola sul dadaismo.

Ovviamente è stato un trionfo. Il resto, come si dice in questi casi, è storia. La stesa delle mutande al Verme, le manifestazioni degli anti puritani, le invettive di Daniela Non Ero Una Donna Orizzontale, Ma Mo Ci Ho Ripensato Santaché, il sempre enorme Straquadanio, il “non sono una donna a sua disposizione” di Rosi Sono In Menopausa Dal ‘73 Bindi, il dibattito “ma a sto punto riapriamo le case chiuse” e via delirando[7].

Sappiamo tutti come è andata a finire. Il Tricheco, ringraziato per i suoi servigi con una striscia in prima serata che faceva lo share di Protestantesimo, co’ sta cosa del teatro dell’assurdo ci rimase molto sotto e, una sera che gliela avevano tagliata male, ben decise di massacrare Verdi travestito da Boccassini (si è successo davvero) [8].

Intendiamoci, è stato un bel periodo. Però ‘mo anche basta, pure le cazzate hanno la loro data di scadenza. Anche perché un posto in cui una foto di una donna in costume con una didascalia vagamente ammiccante suscita pubblico scandalo già c’è: Teheran.

Ed è una bella rottura di palle.

 

Il Worm

 

[1] Non ne avete mai sentito parlare ? Manco io prima di ieri.

[2] Un dubbio: fare commenti fra l’offensivo e il lascivo sulla foto di una è un approccio che paga? Tipo io ho questa amica molto prosperosa su FB. Se le scrivo “vorrei giocare con i tuoi capezzoli, porcella” sotto all’ultima foto dell’album “Ibiza 2012” dite che un po’ si intriga ? Secondo me no. Però se l’ha fatto il Trippone, misteriosamente assurto, dal più anonimo anonimato, a voce dei giovani nerd nella direzione del primo partito italiano (quindi uno che la sa lunga), mi viene il dubbio che possa funzionare. Provo e vi faccio sapere.

[3] Oddio, magari l’immagine di un settantenne (a cui si alza con la pompetta) che concupisce giovani fanciulle sulle note del suo neomelodico personale è un filino creepy.

[4] In fondo anche il vecchio Bernie amava farsi frustare da delicatissime signorine vestite da SS

[5] Luttazzi libero.

[6] in un paese che crede, seriamente, che leggi di uno stato moderno debbano rispecchiare gli umori di una congrega di preti ottuagenari,

[7] Va detto che in quel periodo Repubblica decise di introdurre il concetto “il corpo delle donne” (la cui metastasi ancora ci perseguita) assumendo una serie di personaggi il cui unico contributo alla linea del giornale era di esprimere l’indignazione di “donne che si fanno strada nella vita impegnandosi e lavorando e non dandola per diventare assessore regionale o ministro”. Tesi che, pur esprimendo uno sdegno magari anche nobile, mi perplime alquanto. E ciò perché basata sulla fantasiosa premessa che vestendosi da Suora Porca si abbiano realistiche possibilità di addivenire a una posizione di potere, una circostanza questa che, su un piano di realtà non si realizza esattamente di frequente. Se per lavoro la dai, probabile che lo fai per qualche cento o (bene che vada) per essere mantenute dal pollo di turno (i.e. appartamentino a Corso Francia e mensile). Così a naso quindi, Carfagna o non Carfagna e a prescindere da considerazioni di carattere etico, se sei la prima della classe al secondo anno Clefin e sogni di diventare Governatore della Banca d’Italia, probabilmente ti conviene continuare a studiare.

[8] Non lo odio per quello che dice, lo odio perché ogni volta che riguardo Amici Miei il mio subconscio va in cortocircuito e mi immagino il Conte Mascetti come un transessuale roscio…

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