IN CONTESTO SIGNORILE

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Sarà capitato a chiunque, alla ricerca di un immobile ad uso abitativo, in affitto o in vendita, di imbattersi nella più classica espressione da annuncio immobiliare: quella del “in contesto signorile, vendesi grazioso…” oppure “bella singola in contesto signorile”.

Chi legge tende, quindi, a pensare che il “contesto signorile” sia una figata, che quella zona o stabile sia abitato da dei lord inglesi colla bombetta e il bastone per allontanare eventuali extracomunitari. Tipo un Club dei Signori, dove esci di casa, incroci il vicino e ti scambi quelle rapide risatine d’intesa, a voler dire “Ti ho riconosciuto, sei un Signore, sei dei nostri”.

Tutto ciò ti attrae molto, senti come un brividino, non sei pienamente sicuro di aver inteso che cosa significhi “contesto signorile”, ma non puoi sbagliare, l’italiano lo sai, quell’espressione vuol sicuramente esprimere ricchezza e dignità sociale, punto.

A voler essere proprio sicuri, ti viene in mente che in Veneto, le piazze più signorili delle città si chiamano tutte “Piazza dei Signori”. Insomma, c’è anche la Serenissima dalla tua parte, hai la Storia che ti firma una fidejussione bancaria a prima richiesta.

Insomma, vuoi vedere che pure tu, da sempre portavoce delle pezze al culo, ora, con un piccolo sforzo economico, potrai entrare nel Club?

Alle rimostranze di tua nonna, la quale ti fa notare, dubbiosa, che già dalle foto dell’annuncio si capisce che manca lo spazio per gli armadi e che al TG4 dicono sempre che quella zona si allaga ogni mese per le esondazioni del Seveso”, tu rispondi, secco, “nonna, ma non vedi che è in un contesto signorile?”. E lei non può più dire un cazzo, anzi, subisce il punto e muta, cara nonna, vai a bagnare i fiori col bagnafiori.

Poi però, di notte, mentre dormi, il cervello ti pop-uppa una finestrella, un annuncio lontano, uno che avevi visto di sfuggita ed eri passato oltre, perché il prezzo era davvero troppo alto. Ora non sei più sicuro, ti si insinua il dubbio che resterai il povero stronzo di sempre. Stai sudando, non riesci a capire cosa sia quel rumore lieve di sòla che ti disturba. Fino a che realizzi che quell’annuncio maledetto, quel pop-up mandato dal demonio, usava l’espressione “in contesto MEDIO-signorile”.

Che cazzo vuol dire MEDIO, accostato a signorile? Ci sono dei signori medi? Tipo un mezzo signore che con una mano ti accarezza e con l’altra si scaccola? Che calza le Adidas disegnate da Italian Independent ad un piede ed all’altro delle pulciose Sebago o Nike Air Max?

Il Signore Medio e il Signore Completo non possono coesistere. O uno è un Signore, o non lo è. Anche la religione dei Signori, la cattolica, lo afferma. Dio è uno, ed è il Signore. No room for a lesser God.

I veri Signori, se realmente esistono, non stanno certo di fronte ad un pc a spulciare annunci, né davanti alle vetrine delle agenzie immobiliari, per acquistare una casa. Hanno chi lo fa per loro, evitando lo strazio di dover fissare per ore i nodi grossi delle cravattine corte che gli agenti ti sbattono in faccia, da veri elegantoni.

La conclusione arriva. Il contesto signorile, purtroppo, è il concetto studiato apposta per te. Contesto signorile significa appunto questo: “contesto povero, con una imbiancata di calce, per camuffarne l’odore”. Mentre “contesto medio-signorile” significa “contesto povero uguale, ma senza portineria”.

L’unica possibilità che ci rimane è quella di spegnere la lucina dello stand-by di televisori, computer ed altre elettrocose. Con i soldi risparmiati, chissà.

 

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