Il ritorno dell’Ultimo Dandy

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Immaginatevelo sui toni del rosa Nintendo 64. Per il resto separati alla nascita

Sto facendo distrattamente zapping.

Cielo propone, anche con inconsueta spocchia, Mangia prega ama, ovverosia la via omeopatica a una sana, tranquillizzante lobotomia frontale.

Sul sei, sta per partire il ’48 delle ex di Matthew Mc Conaughey (lasciatelo stare rompiballe!).

Sul quattro Mara Carfagna si traveste da statista, che vabbé meglio così che da infermierina porca.

Sto quasi per spararmi “Qualcosa di personale”, perché, ribaltando quello che diceva Buffa, Michelle Pfeifer anni 90 è come Iverson in campo aperto. Poi però parte la filippica proto femminista e io non ce la faccio, sinceramente, anche se un po’ mi dispiace.

Giro.

Su La Sette c’é quel monumento all’irrilevanza che é Formigli che intervista tale Gozzi, che, l’ultima volta che ho controllato, dovrebbe anche essere qualcuno, anche se a vedere quanto si sbatte a ridefinire il concetto di Carneade, uno direbbe si chiede perché. Il rischio che la dialettica tra i due crei l’antimateria devo dire mi spaventa un po’, ma, Thor insegna, se deve capitare, capita. Tocca solo sperare nel mascellone che salva il culo a tutti.

Peccato che Strootman sia fuori.

Sto, anche perché la puntata é su Napolitano che, al suo secondo mandato, annuncia le proprie dimissioni con un sentito dire non smentito (perché la fantasia una volta che va al potere non la ferma nessuno).

In studio Danielona, in modalità Brenda, discute con un Cacciari che io l’ho visto spesso in Ticinese con discrete sgnacchere più tendenti al Innocent Teen che al Naughty Milf e mi sono sempre chiesto come faccia. Poi vedo le pupille e un’idea me la faccio. Comunque sia le premesse per un duello tutto giocato sul filo delle supercazzole fantacostituenti ci sono tutte (Spoiler: missione compiuta in scioltezza).

Sto e faccio bene, perché, a sorpresa, appare un mio eroe personale.

Sobriamente agghindato in giacca a quadrettini viola e rosa, senza bastone, ma con la verve dei giorni migliori, ecco Oscar Giannetto, già Ultimo Dandy, già Paladino della Meritocrazia, già vincitore dello Zecchino d’oro. Ah no, quello non era vero, ma di economia comunque ne capisce. Solo di economia? Ma no l’uomo, ha delle Soluzioni, risposte chiare, tecniche ai problemi di questo paese, (cioè, uno mica si fa un semestre a Chicago per la figa), non il solito populismo:

Questa era l’invettiva pro merito, qualche giorno prima dello Sputtanamento

Mi aspetterei se non proprio un “Taci, miserabile” almeno un “ma questo ancora in giro sta” dagli altri ospiti in studio, ma il sempre ottimo Massimo annuisce sornione, come a dire, eh lo so, lo so, ma che ce voi fa’ qua stamo a parlà coi regazzini.

E niente, amo sdoganato pure Giannetto.

Si torna dalla Santanché, che parte benino denunciando, sia pure con parole sue, il fatto che Re Giorgio è andato un po’ oltre la costituzione materiale nel suo secondo mandato. Poi si incarognisce a rivendicare che a lei di base Napolitano glie sta sur cazzo che lei gliene direbbe di altre, ma si trattiene perché è vecchio.

Mah. A parte che sul tema senilità, ci stava pure un “ha parlato la pischelletta”, tanta  perplessità, mista a una certa malinconia. Una volta non gliel’avrebbe mandata a dire, sarebbe partito un dito medio, un “c’hai er cazzetto” o almeno un “Comunista!” gridato a tutti e a nessuno in particolare. Invece niente.

Pubblicità.

Giulia Innocenzi chiama il Giovane Senza Futuro, gli chiede da quanto è disoccupato, se vive ancora con i suoi, per poi invitarlo il 13 novembre alla prima puntata di Anno Uno, dove anche quelli come te (sottinteso i poveri stronzi) possono parlare. Poi gli attacca in faccia. La telecamera zoomma sul viso perplesso del Ciofane. Vorrei che fosse una battuta, ma sto trascrivendo testualmente. Non so come si sia arrivati a questo, ma mi scopro a pensare che farsi sculacciare da Giulia in tenuta da pornosegretaria potrebbe essere intrigante.

Si torna in studio. Temo che quella del Mitico sia stata una comparsata.

Fortunatamente non è così.

Parte il servizione di denuncia. A Massa Carrara c’è stata un alluvione, sono crollati gli argini. Vabbé sarà perché erano vecchi. Non davvero, li hanno rifatti l’anno scorso. Il problema pare sia che li hanno rifatti con troppo polistirolo. La magistratura indaga. Pensano ci sia qualcosa che non va nell’ esecuzione dell’appalto, si dice. Si intervista l’imprenditore che ha la fabbrica allagata e i suoi operai, tutti, piuttosto comprensibilmente, incazzati.

Ci si rivolge all’esperto, il quale, con quella distanza e compostezza che si accompagnano a una vita dedicata agli studi, da prima suggerisce ai Carraresi di “fare da soli” perché “ a Genova il governo ha concesso una proroga nel pagamento delle tasse, ma poi ti chiede la sanzione” (nesso?) per poi concludere che in “un paese serio se c’è da fare una strada la si fa”. Che poi tradotto dal cazzarese è una meravigliosa crasi di “piove governo ladro” e “noi siamo la ggente perbene”. Ovviamente, se c’è un appalto per fare un argine e l’imprenditore che lo realizza, per risparmiare sui materiali, allaga una città, non è che siamo di fronte a un caso di truffa misto a tentata strage. Non c’è un problema di controlli sulle commesse pubbliche e, magari, di contrasto alla corruzione (sai mai che il costruttore era amico di un amico). No, “è la natura che si ribella alla burocrazia”. D’altronde sono certo che le dighe a Detroit le hanno costruite i privati ispirati da un sacro fuoco randiano.

C’è però una certa coerenza nell’Oscar-pensiero: difficile all’alba dei sessanta, dire che forse forse parte dei problemi di questo paese sono riconducibili alle ruberie dei colletti bianchi quando per tutta la tua vita da adulto hai lavorato per il capobanda, sostenendo, a ogni avviso di garanzia che era colpa dei comunisti che colpivano Lui per impedire la grande rivoluzione liberale. Com’è che era ? “ Riformare il codice di procedura e la carriera dei magistrati, con netta distinzione dei percorsi e avanzamento basato sulla performance” (chissà quanti punti si prendono a indagare sugli appatli). Poi si l’importante é fare la faccia di quello che non la manda a dire. E com’é sta faccia?

Così:

Passa tale Gay (sarà infantile, ma me la ghigno), capo dei giovani industriali. Chiacchiere sull’Irap.

Poi servizio su Renzi che prima era un simpaticone e si faceva intervistare da Zoro e mo fa lo stronzo. Boh.

Segue altro servizio su Renzi e sulla bella trovata della cena fund raising. Simpatico siparietto del ‘Teo che racconta la barzelletta del marito che dice alla moglie che va a dare ottocento euro al PD e quella non ci crede.

E fa bene.

Comunque sia, un po’ di pelo alla cena apparentemente c’era. Tipo, a Milano, Stefania Rocca che era gnocchissima in Viola e lo è tuttora e non capisco perché non si veda più spesso in giro (non c’entra niente, ma andava detto).

Finalmente è il turno dei 40 secondi sulla finanziaria, affidati alla Signorina Con La Faccia Seria. Nel dettaglio non c’ho capito una sega, era tutto un rimpallarsi di cifre sparate alla velocità normalmente riservata ai risultati della Lega Pro, ma grosso modo il senso era che la manovra è meno espansiva di quello che si crede. C’era un passaggio in cui si spiega che con il TFR in busta paga un lavoratore dipendente percepirà fra l’otto e il quindici percento di pensione in meno rispetto a prima.

Che magari è vero, ma sarebbe interessante capire come e perché….

Ma l’Oscar della Finanziaria che ne pensa?

Ne pensa che é tutto giusto e tutto vero, Renzi è un cazzaro come tutti i politici, Brava Signorina con la Faccia Seria, ma vi siete dimenticati una cosa importante: l’aumento dall’11 al 26% della tassazione su qualcosa che parrebbe essere il montante dei contributi della previdenza integrativa o forse gli interessi pagati da un qualche strumento di risparmio. O addirittura qualcosa che con la certezza di cui solo antani scappella prematuratamente a destra.

Comunque il punto non è quello. Il vero scandalo, e uno già sente il veleno salire, è che trattasi di “tassa retroattiva” che è “la vera porcata”.

Uhm, a parte che per come l’hai spiegata tu parrebbe essere o un prelievo sul capitale accumulato (quindi una sorta di patrimoniale) oppure un cambiamento nel trattamento fiscale dei redditi da capitale. Che sono due cose sicuramente non piacevoli, ma tutto fuorché scandalose. Probabilmente però ho capito male io, in fondo sono stanco e di queste cose non ci capisco. Mica ho studiato con Friedman io.

Detto fatto: “è tipo come se la Fiat dopo aver pagato gli stipendi a fine anno chiedesse ai suoi dipendenti di restituirgli una mensilità. Capito? Io me ne andrei. Ecco la tassazione retroattiva è esattamente la stessa cosa”.

Uhm, no Oscar caro, no. Capisco che per uno che è abituato a respirare il vento liberal della East Coast concetti come “Stato” e “Impresa” possono assumere dei contorni un po’ sfumati, ma no, non è per un cazzo la stessa cosa. Però ormai è già montata la compiaciuta rabbia che nasce da una giusta indignazione. E di fronte a un così amabile cazzaro, cosa fare se non unirsi al coro ?

Ancora una volta, tutti insieme:

Il Worm

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