Non sei gggiovane

Voglio dire due cose: primo, che non rimani ggiovane. Puoi fare cose da ggiovane, avere l’aspetto di un ventenne (solo ieri me ne han dati 23, yeah), avere solo amici ventenni o andare ancora all’università, ma col cazzo che sei ggiovane. Secondo, che va bene così, che il paradigma sociale è attualmente sbagliato e glorificare malinconicamente il passato è una sciocchezza che fa solo venire ansia. Non dico viva i vecchi, ma era senz’altro più gratificante invecchiare in una società che riconosceva nella vecchiaia un prestigio tanto più elevato quanto più erano gli anni (e la condotta precedente, ma questo vale per tutti).

Sul primo punto, voglio spiegarmi bene. C’è una parte della vita in cui qualsiasi cosa è completamente nuova: dalla prima partita di calcio, alla prima sbronza, all’andare a vivere da solo. È nuovo il contesto, l’ambiente, il tuo corpo che cambia (nella forma e nel colore…), il tuo modo di relazionarti, le tue possibilità, le tue opinioni che si vanno formando, le cose che leggi, ascolti, conosci. Lì sei ggiovane. Poi le novità finiscono, molte cose vengono a noia se affrontate nel modo in cui lo si faceva prima (in cui tutto era bello perché nuovo). Non metto nemmeno dentro i discorsi circa la responsabilità, lo stress, le ansie. Quelle sono soggettive. Ma per tutti vale che le cose da scoprire sono limitate e, nel tempo, sempre più rare. All’inizio può essere destabilizzante accorgersi che non ci si diverte più come una volta ma tant’è. È un errore, tra l’altro, pensarla così. E veniamo al secondo punto.

Non sei più ggiovane perché mentre fai esperienze queste ti cambiano e il tuo modo di pensare cambia. Diventi più esigente mentre scopri te stesso, coltivi nuovi interessi e non può bastarti l’uscire a fare serata come massimo divertimento. O meglio, ti rendi conto che la serata (il tempo libero diciamo) è un contenitore, devi riempirlo tu. Sono stufo del giovanilismo imperante dei nostri giorni perché è ridicolo. Certo che vorrei avere 20 anni ma lo dico da trentenne cui piacerebbe poter mollare stress, ansie, fatiche, responsabilità per essere spensierati. Ma poi vedo i ventenni e mi fanno sorridere, sono cresciuto per qualcosa, mi dico. In soldoni, mi sento migliore di quando avevo vent’anni. Semplicemente c’è un prezzo da pagare.

E poi c’è la droga (non sempre, purtroppo).

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